Il Mausoleo e la seconda fossa di sepoltura

Il Mausoleo dei 40 Martiri e il Giardino della Memoria

Celebrazioni per la ricorrenza del 22 Giugno

Due uomini in preghiera davanti la fossa di sepoltura, anno 1944

Il Muro della fucilazione

"Non avevano scelto la guerra, magari neppure da che parte stare: avevano scelto le case e i campi, continuare la vita, le opere e i giorni, mentre attorno infuriava una follia feroce. E furono presi davanti alle porte, a caso, rastrellati come bestie: erano vittime da immolare, ai riti della guerra, a quelle azioni e rappresaglie che costituivano la vita quotidiana dell'Italia tra il '43 a il '45. Caddero inermi ed innocenti: abbattuti non solo dalla scarica assassina, ma dal disprezzo della vita, dalla voglia del sangue ricercato ad ogni costo, come allora era d'uso. Sono segno di pace e di riappacificazione: ma solo a partire dal rifiuto dell'odio e della guerra come sopraffazione."
Umberto Piersanti

"All'alba del 22 Giugno 1944 un'urlo immane calò nella Città, si diffuse nelle sue vie ed ebbe per fratelli solo il dolore e il pianto. I tanti tempi dell'antica storia Eugubina si voltarono increduli e insieme gridarono: un grido che entrò dentro le nostre vite e durerà per sempre nella coscienza e nelle stesse pietre eugubine. Con nuova crudeltà il nostro Vescovo Ubaldo era stato ancora gettato nella fossa di calce. Il sacro era stato di nuovo violato, la vita umana terribilmente martirizzata. Anche da questo luogo la terra umbra continua a dire al mondo di far basta con ogni odio e ogni guerra, a cantare la pace e l'amore, a testimoniare con la storia dei suoi 40 figli strappati alla vita il bene della memoria."
Giancarlo Sollevanti